venerdì 21 gennaio 2011

Alle radici della Rabbia nelle Relazioni Interpersonali


Secondo H.D. Johns, teologo e psicoterapeuta americano, alla base della rabbia soggiace l'emozione della paura. La paura è il combustibile che alimenta il fuoco della rabbia. La paura è una risposta ad una minaccia percepita nell'ambiente come forma protettiva di se stessi.  Dietro ogni "incavolatura" è possibile identificare la presenza di un'umiliazione del proprio Sè.
H.D. Johns, rifacendosi all'Analisi Transazionale,  identifica quattro tipi di rabbia: Rabbia da frustrazione (IO - TU +), Rabbia da risentimento (IO + TU -), Rabbia da sfida (IO - (Tu + ha, ha) e Rabbia da Indignazione (IO + TU +).
          In base alle situazioni che viviamo può essere adeguato o meno al contesto ambientale "agire" la collera.
E' sempre OK provare, sentire la collera, mentre non è sempre Ok agire in modo collerico. A tal proposito il filosofo greco, Aristotele nell'Etica Nicomachea, scriveva: "Adirarsi è facile, ne sono capaci tutti, ma non è assolutamente facile e sopratutto non è da tutti adirarsi con la persona giusta, nella misura giusta, nel modo giusto, nel momento giusto e per la giusta causa" (1109a).
Ricordiamoci che la scarica della collera non ci libera dalla collera, anche se può essere utile scaricare la tensione accumulata, in modo innocuo per se e gli altri.
A tal proposito un esercizio, può essere prendere dei cuscini e porli su un materasso. Si colpiscono con il massimo della forza ripetutamente, cacciando l'aria dalla bocca ad ogni colpo. Può essere opportuno durante questo esercizio esprimere un "NO!" con tutta l'energia che in quel momento possiamo trare fuori.
          Reagire in modo automatico allo stimolo che attiva la collera e decidere di rispondere allo stimolo collerico, è differente: "La risposta è la libertà di prendere decisioni fondate sulla realtà, anzichè l'agire automatco per ridurre la pressione". Significa, mettere l'emozione della collera proventiente dallo Stato dell'io Bambino, sotto la tutela dello stato dell'io Adulto: "La risposta è una decisione dello stato dell'io Adulto, presa dopo aver valutato i sentimenti del Bambino e i valori del Genitore".
Significa che l'emozione della collera viene sentita e pensata e poi viene deciso su cosa fare con questo tipo di emozione nell'ambiente. Questo significa non essere assoggettati alla tirannia della rabbia, non essere agiti dalla propria rabbia, bensì padroni di decidere cosa fare con questo sentimento nella realtà.

Per identificare la collera e apprendere modi funzionali a gestirla, è utile rifarsi alla Scala dei Sentimenti, presente nel post "L'alfabeto dei sentimenti, ovvero l'agilità relazionale" (21/02/09).

H.D. Johns, a tal proposito suggerisce un esercizio:

Quando ti senti arrabiato/a, fermati un attimo e scorri queste dieci sensazioni di minaccia.

Quale o quali alimentano la tua collera?

1) Sentimento di ansia
2) Sentimento di frustrazione
3) Sensazione di essere sopraffatti
4) Sensazione di essere feriti
5) Sensazione di essere esclusi
6) Sensazione di essere svalutati
7) Sensazione di delusione
8) Sensazione di essere imbrogliati (non è giusto…)
9) Sensazione di imbarazzo
10)Sensazione di violazione.

Rimane un' utile modalità per alfabetizzare la rabbia utilizzare l'assertività, che è la sorella adulta della rabbia per non rimanere incagliati in agiti collerici che possono alla lunga costare nella relazione con l'altro.

Dott. Andrea Duranti.

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