"Non devi adoperarti perché
gli avvenimenti seguano il tuo desiderio, ma desiderarli così come avvengono, e
la tua vita scorrerà serena." Epitteto
Negli ultimi anni la filosofia stoica ha conosciuto una nuova diffusione nelle pratiche della crescita personale e del benessere. La filosofia antica, come ha insegnato nei suoi libri Pierre Hadot, per intenderci dai presocratici al neo platonismo, era una filosofia sia teoretica che pratica, dunque vissuta e incarnata dai suoi adepti. Chi voleva entrare in una scuola filosofica, sia esso pitagorismo, platonismo, scetticismo o epicureismo, doveva far propri nella vita quotidiana i principi e le pratiche per raggiungere l’eudaimonia (felicità stabile), con le annesse virtù da praticare.
Lo stoicismo il cui fondatore è Zenone di Cizio, ben si adatta all’uomo odierno, che rapito e fagocitato da una società della produzione, orientata al fare più che all’essere, necessità prima o poi (per via dello stress o malattie psicosomatiche) di ritornare al proprio centro. Non a caso in Inghilterra un gruppo di esperti tra cui filosofi e psicologi hanno dato vita ad un sito “Modern stoicism”, con annessa la settimana stoica, un ritiro di una settimana dove si apprende a vivere da stoico. Epitteto ci ha lasciato un’opera “Il Manuale” da tenere sempre a portata di mano, scritto da un suo seguace Arriano di Nicomedia che all’inizio dell’opera sollecita il discepolo a distinguere ciò che dipende da noi (giudizio di valore, impulso ad agire), da ciò che non dipende da noi (i beni che possediamo, le opinioni che gli altri si formano di noi, il nostro status sociale, la carriera). La sofferenza nell’uomo si crea quando scambia ciò che non dipende da noi in ciò che dipende da noi. Le emozioni che la mente produce sono frutto dei pensieri, delle idee, delle rappresentazioni mentali. Così suggerisce Epitteto al suo discepolo: “Prova a fare questo esercizio: quando qualche rappresentazione dolorosa si manifesta alla tua coscienza, concediti un attimo di tempo e aggiungi ad essa questo pensiero: “Sei soltanto una rappresentazione, non sei affatto ciò che rappresenti”. Poi esamina attentamente tale rappresentazione e giudicala in base ai criteri a tua disposizione, tenendo presente, soprattutto la prima regola: fa parte delle cose che dipendono da noi oppure no? E se si dovesse rivelare non dipendente da noi, abbi già pronta la tua conclusione “Per me è nulla”.
Massimo Pigliucci,
biologo e filosofo che vive a New York, ha scritto sul tema due libri
importanti che possono essere letti e apprezzati “Come essere stoici” e
“Stoicismo, esercizi spirituali per un anno”, editi entrambi da Garzanti. Tra le pratiche proposte troviamo alcuni esercizi semplici ma profondi:
- esaminare le proprie impressioni prima di
reagire;
- ricordare la natura transitoria di tutte le
cose;
- praticare la cosiddetta "clausola di
riserva", accettando che gli eventi possano evolversi diversamente
dalle nostre aspettative;
- coltivare le virtù;
- concedersi un momento di pausa e respirare
profondamente;
- mettere i problemi nella giusta prospettiva;
- parlare con misura e consapevolezza;
- scegliere con attenzione le persone di cui
circondarsi;
- rispondere agli insulti senza alimentare il
conflitto;
- limitare l'autoreferenzialità;
- evitare giudizi affrettati;
- dedicare ogni sera qualche minuto alla
riflessione sulla giornata trascorsa.
La filosofia stoica, apprezzata
e fatta propria da vari filosofi come Cartesio, Spinoza, Kant e Nietzsche,
aiuta a sviluppare saggezza ed equilibrio nel quotidiano (l'atarassia). Allora leggere
Seneca, Epitteto o Marco Aurelio, può essere un modo per immunizzare il proprio
mondo interno da sofferenza inutile o da “smog relazionali” che il vivere
quotidiano inevitabilmente propone.

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